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Elmina
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mwegElmina è una città di 33.576 abitanticite-ref-world-gazetteer-1-0[1] del mwfwGhana meridionale, capitale del mwgaDistretto municipale di Komenda-Edina-Eguafo-Abirem, nella mwgqCentral Region. Si tratta del più antico insediamento europeo in mwggAfrica occidentale dopo mwgwCidade Velha.

Contents

Storia
Note

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Storia

La fondazione ufficiale della stazione commerciale di São Jorge da Mina (Elmina) data al mwhw1481, nell'insieme della strategia portoghese di controllo delle coste dell'mwiaAfrica occidentale.

Nel mwig1478, durante la mwiwguerra di successione castigliana, davanti alla costa di Elmina, all'epoca già importante avamposto marittimo, fu combattuta la mwjaBattaglia di Guinea, battaglia navale tra l'mwjqImpero Portoghese e il mwjgRegno di Castiglia e León: i castigliani, forti di 35 navi, attaccarono la flotta portoghese di 11 navi ma, per la migliore agilità delle navi portoghesi soprattutto mwjwcaravelle, persero.cite-ref-2[2] I portoghesi quindi si assicurarono l'anno seguente con il mwlatrattato di Alcáçovas il dominio sulla città e l'intero mwlqGolfo di Guinea. Lo scontro fu la prima importante battaglia coloniale della storia.

Elmina divenne subito una delle più fiorenti basi commerciali portoghesi in tutta l'mwlwAfrica e infatti già nel mwma1482 fu costruito il mwmqcastello di Elmina, forte con funzione di commercio, diventando il più antico edificio coloniale al di sotto del mwmgSahara e tutt'oggi il principale monumento della città. Elmina rimase portoghese fino al mwmw1637, quando la mwnaCompagnia olandese delle Indie occidentali, a seguito della sconfitta portoghese nella mwnqBattaglia di Elmina, la conquistò.cite-ref-3[3] Subito gli olandesi costruirono un nuovo forte, il mwogFort Coenraadsburg, con funzione di difesa e commercio, sulle fondamenta di una precedente fortificazione portoghese del mwow1555, il "Forte de Santiago".

Demografia di Elmina nel periodo olandese

Nell'Africa occidentale del XIX secolo, la città di Elmina prosperava grazie a una composizione demografica eterogenea e multiculturalecite-ref-4[4]cite-ref-5[5]. L'ossatura di questa società era costituita dai sette Asafo, clan matrilineari stabiliti da tempo nella cittàcite-ref-6[6]. Ciascuno di questi Asafo aveva un sistema di leadership ereditaria e costituiva la pietra angolare della struttura socio-politica di Elminacite-ref-7[7]. Questi clan detenevano un potere considerevole. I loro membri formavano il grosso della milizia urbana e esercitavano un'influenza notevole sulla vita quotidiana.

Tuttavia, Elmina non si limitava ai soli Asafo. La città ospitava anche discendenti di popolazioni ridotte in schiavitù: i Brɔfonkoa e i Maworɛfo. Sebbene non fossero completamente integrati, questi gruppi si sono gradualmente ritagliati un posto nella società (Bourne, 1980). Occupavano inizialmente uno status sociale inferiore, ma finirono per partecipare agli affari pubblici, inserendosi così gradualmente nel tessuto sociale di Elminacite-ref-8[8].

La presenza di una popolazione euro-africana, nata dall'unione tra europei e africani, aggiungeva un ulteriore strato di complessità alla struttura sociale di Elmina. La loro posizione sociale era variabile. Alcuni godevano di ricchezza e prestigio, sposandosi con famiglie influenti ed esercitando un certo potere sulla vita pubblica. Altri occupavano ruoli più modesti, lavorando per l'amministrazione olandese del forte come impiegati o artigiani e operaicite-ref-9[9]. Questo gruppo diversificato apportava una prospettiva unica, modellata dalla loro doppia eredità e dalle loro esperienze multiculturali.

Elmina contava anche una popolazione che aveva viaggiato in tutto il mondo: i veterani giavanesi. Questi ex soldati avevano prestato servizio nell'esercito delle Indie orientali olandesi. La loro presenza introduceva un tocco di esotismo e una nuova religione: l'Islam. Alcuni veterani erano forse già musulmani, mentre altri potrebbero aver adottato la fede durante il loro servizio, diversificando così il panorama religioso di Elminacite-ref-10[10].

Infine, una piccola ma significativa comunità europea risiedeva nel forte olandese e nei suoi dintorni. Questi funzionari, mercanti e le loro famiglie si sposavano frequentemente con famiglie euro-africane, attenuando così i confini tra i due gruppi. Questi matrimoni non erano solo motivati da considerazioni romantiche, ma riflettevano anche l'interdipendenza che caratterizzava la società di Elmina.

Elmina sotto il controllo britannico

Nel mwya1782, durante i vari scontri internazionali che si erano creati a seguito della mwyqGuerra d'indipendenza americana, la flotta britannica la attaccò non riuscendo a conquistarla. Tuttavia gli olandesi la vendettero ai britannici nel mwyg1872 che la possedettero fino all'indipendenza del Ghana nel mwyw1957.

Oggi Elmina è una delle città più importanti del paese per il mwzqturismo che porta ogni anno e per le attività di mwzgpesca e navigazione.

Gemellaggi

Elmina è gemellata con:


Note

cite-note-world-gazetteer-11. mwdwmweamweqWorld Gazetteer online, su mwegbevoelkerungsstatistik.de, World-gazetteer.com mwew(archiviato dall'mwfaurl originale l'11 gennaio 2012).
cite-note-22. mwga(mwgqmwggEN) mwgwmwhaThe African Slave Port of Elmina is Built, su mwhqAfrican American Registry. mwhgURL consultato il 16 ottobre 2024.
cite-note-33. mwig(mwiwmwjaEN) mwjqmwjgElmina Castle, su mwjwwww.britannica.com. mwkaURL consultato il 16 ottobre 2024.
cite-note-44. Arhin, Kwame. "The Structure of Greater Ashanti (1700–1824)." The Journal of African History 8.1 (1967): 65-85.
cite-note-55. Yarak, Larry. "‘Creative and Expedient Misunderstandings’: Elmina–Dutch Relations in the 19th Century." Forts, Castles and Society in West Africa. Brill, 2018.
cite-note-66. Harvey Feinberg, Africans and Europeans in West Africa: Elminans and Dutchmen on the Gold Coast during the Eighteenth Century (Philadelphia: American Philosophical Society, 1989)
cite-note-77. Christopher DeCorse, An Archaeology of Elmina: Africans and Europeans on the Gold Coast, 1400–1900 (Washington: Smithsonian Institution Press, 2001).
cite-note-88. Ivor Wilks, Asante in the Nineteenth Century: The Structure and Evolution of a Political Order (Cambridge: Cambridge University Press, 1975), 93.
cite-note-99. Feinberg, Africans and Europeans in West Africa: Elminans and Dutchmen on the Gold Coast during the Eighteenth Century. Philadelphia: American Philosophical Society, 1989. 109–111.
cite-note-1010. Larry Yarak, ‘New Sources for the Study of Akan Slavery and Slave Trade: Dutch Military Recruitment in the Gold Coast and Asante, 1831–72’, in Robin Law (ed.), Source Material for Studying the Slave Trade and the African Diaspora (University of Stirling: Centre of Commonwealth Studies, 1997), 35–60.

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• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Elmina

Collegamenti esterni

• (EN) Sito ufficiale, su keeama.gov.gh.
• citerefdizionario-di-storiaElmina, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itElmina, su sapere.it, De Agostini.